Ispettore ATS controlla i registri HACCP durante un'ispezione in una cucina professionale
Normative e Controlli

Non prendiamoci in giro: l’HACCP nei locali lo fanno in pochi (seriamente)

4 giugno 2026

Parliamoci chiaro: quanti locali applicano davvero il sistema HACCP con serietà e continuità?

In troppi casi, i registri delle temperature vengono aggiornati ogni dieci giorni (quando va bene), spesso con valori scritti “a memoria” e non rilevati. I moduli di pulizia? Riempiti a caso, con firme fasulle e controlli mai avvenuti. Le etichette di tracciabilità e le date di apertura dei prodotti? Un disastro. Spesso assenti o sbagliate. Eppure l’HACCP è un obbligo di legge, non un optional da barrare quando si ha tempo.

I controlli ci sono, eccome

Nessuno può più permettersi di trattare l’HACCP come una scartoffia da compilare “quando passa il NAS”.

Nella provincia di Milano, l’ATS Milano – Struttura Igiene Alimenti e Nutrizione (SIAN) ha eseguito 3.834 controlli ufficiali nel 2024, riscontrando 1.627 casi di non conformità (pari al 42% delle ispezioni).

Questi numeri mostrano che non si tratta di “controlli fantasma”, ma di attività sistematiche, con impiego reale di personale tecnico (ispettori, auditor, campionamenti, ecc.).

Ispezioni effettuate nella zona Milano / Brianza nel 2024

Area geografica Controlli ufficiali Non conformità % non conformità
Provincia di Milano (ATS Milano, SIAN) 3.834 1.627 42%

Provvedimenti: 368 sospensioni attività, 212 diffide, 667 segnalazioni amministrative, 20 sequestri, 34 comunicazioni di reato, 148 chiusure temporanee stabilimenti. Su 463 campioni analizzati, 18 sono risultati non conformi (14 per contaminazione microbiologica).

Fonte: alimentando.info

Una questione di coscienza (e di portafoglio)

Forse è arrivato il momento di metterci una mano sulla coscienza — e magari anche sul portafoglio — e capire che l’HACCP va gestito seriamente, con tempo, attenzione e cultura professionale.

Esattamente come pagare le tasse: non si può improvvisare. E se la prevenzione igienico-sanitaria non parte da noi operatori, chi dovrebbe occuparsene?

Concludendo

L’HACCP non è solo un obbligo normativo: è una tutela per il cliente, per il personale e per l’attività stessa.

Farlo bene non è un favore all’ASL, ma un investimento su qualità, reputazione e sicurezza. Basta fare finta. Basta girarsi dall’altra parte.

Cominciamo a prenderci sul serio — anche in cucina.